Impianti di regolazione e dosaggio

IMPIANTI DI DISINFEZIONE

Ogni piscina deve avere un impianto di disinfezione ad essa dedicato.
Per le piscine di tipo A e B, si utilizzano le sostanze previste dall’atto Stato- regioni e precisamente:

cloro liquido (clorogas liquefatto)
ipoclorito di sodio
ipoclorito di calcio
dicloroisocianurato di sodio anidro
dicloroisocianurato di sodio biidrato
acido tricloroisocianurico
ozono

Per riportare il valore del cloro ai requisiti dell’acqua di vasca dopo un trattamento d’urto è consentito, in assenza di bagnanti, l’uso di tiosolfato o solfito/bisolfito di sodio.

IMPIANTO DI DOSAGGIO A BASE DI CLORO

Durante i periodi di apertura al pubblico delle piscine di tipo A, B o C non è ammessa l’immissione diretta in vasca o in punti accessibili agli utenti (skimmers, canaletta del bordo sfioratore) delle sostanze a base di cloro. L’immissione deve avvenire solamente dall’impianto di circolazione, per mezzo di impianti di dosaggio automatici o manuali. Inoltre detti impianti devono essere interbloccati con l’impianto di circolazione, per evitare immissioni di prodotto senza circolazione.

L’immissione diretta in vasca è consentita solo in assenza di bagnanti (trattamento d’urto) e la balneabilità potrà essere ripresa solamente quando i valori del cloro saranno tornati normali.
Le soluzioni a base di cloro per le pompe dosatrici devono essere contenute in serbatoi idonei e avere una scorta per una durata >= 24h. Inoltre i serbatoi devono essere dotati di dispositivi di sicurezza (serbatoi a doppia parete, vasche di contenimento).
Per le piscine del tipo A, B o C le apparecchature e i serbatoi devono essere allocati in un locale separato dall’impianto di filtrazione. Qualora ciò non fosse possibile, devono essere adottati opportunu provvedimenti per prevenire lo sversamento dei serbatoi e l’innesco di sifoni. I contenitori devono riportare l’eticchetta del contenuto.
Nelle piscine di tipo A devono essere adottati dei sistemi di controllo automatico del dosaggio.
Le stesse regole si applicano anche per il controllo del PH a parte i prodotti consentiti per la sua correzione che sono:

per l’innalzamento del PH:
idrossido di sodio in soluzione
bicarbonato di sodio

per l’abbassamento del PH:
bisolfato di sodio
acido cloridrico
acido solforico

I correttori di PH devono essere conformi alle norme tecniche vigenti.

APPARECCHIATURE DI MISURAZIONE E REGOLAZIONE

Le apparecchiature destinate alla misurazione e regolazione del PH devono disporre di un segnale in uscita per pilotare gli impianti di dosaggio.
Per le piscine di tipo A è preferita la regolazione proporzionale ed è raccomandata la registrazione automatica dei valori misurati.
Le apparecchiature per la misurazione del potenziale redox possono essere utlizzate nelle piscine di tipo A, B o C allo scopo di monitorare l’evoluzione dell’inquinamento organico dell’acqua di vasca e per pilotare le apparecchiature di dosaggio ma devono anche essere adottati dei sistemi di lettura dei valori del cloro, per verificare il funzionamento delle apparecchiature stesse. L’utilizzo di sisemi redox per estrapolare valori di cloro e altri disinfettanti non è consentito.

RINNOVO DELL’ACQUA

Il rinnovo dell’acqua della piscina deve essere almeno il 5% del volume della piscina sommato al 60% del volume convenzionale della vasca di compenso.
Qualora il dato di 30 litri per bagnante/giorno effettuato su perodi di tempo omogenei e rappresentativi si discosti molto dal valore del 5%, il gestore può decidere una riduzione che comunque non può arrivare al di sotto del 2,5% del volume della piscina sommato al 60% del volume convenzionale della vasca di compenso. IL rinnovo dell’acqua giornaliero può essere sospeso nei periodi di chiusura dell’impianto al pubblico per tempi superiori alle 24h.

PRESCRIZIONI GESTIONALI

Deve essere consegnato al cliente un verbale di impianto funzionante da parte dell’installatore prima dell’utilizzo o dell’apertura al pubblico dell’impianto. Inoltre deve essere consegnata una sceda descrittiva dell’impianto comprendente tipologie e specifiche di progetto, schema funzionale e documentazione tecnica.

Gli impianti devono riportare una identificazione funzionale mediante etichettatura che permetta la gesione sicura degli stessi. Per gli impianti di tipo A, B e C deve essere esposto all’interno del locale uno schema funzionale che richiami l’identificazione sopraddetta.

torna indietro


Stampa